
“Stanno tutti bene“, concludeva Marcello Mastroianni. Il film, magnifico, è di Giuseppe Tornatore, del 1990. E’ strana ‘sta cosa dei film. La maggior parte delle persone che conosco non ama il cinema, e conosce meno di letteratura e poesia, e finisce con il farsi piacere i decaloghi di Franco Arminio e i pensierini dei propri figli in quarta elementare che certo, sono meglio delle elucubrazioni di Franco ma non credo meritino altro che lo spazio di un post sui social di cui pentirsi prima.
Oggi, parlavo con Paola del filler labiale che ha infine più fedeli di San Michele, e del dolore che immagino comporti il farsi infilzare dagli aghi e ripetutamente. I professionisti del mio paese e di quelli limitrofi vestono ormai di giallo e hanno l’alias di Kill Bill per questa patologia post-moderna della fiction. Quelli e quelle che non possono permetterselo o che odiano gli aghi, usano i filtri di Photoshop. L’ultima, scuserete l’anacoluto, le era quasi scomparso il naso e somigliava a Voldemort.
Just a little pinprick?, chiederebbe Pink.
Paola ha osservato che si, è assai doloroso ma meno del piercing alla lingua.
“Quello però, stimola la fellatio“, ho osservato.
Lei ha riso. Io mi sono sentito in dovere di spiegarla. E’ una cosa che sopporto poco. Dovrei spiegarla anche adesso? Dovrei parlare di Pulp Fiction? Dovrei parlare?
E’ stata una giornata assai pesante. Avrei dovuto evitare il racconto incompleto della mia giornata lavorativa. Mi sono fermato quasi subito, pentito, certo sia dell’impossibilità di una qualche comunicazione che sia appena sufficiente all’umano, sia dell’inopportunità ché appunto, stanno tutti bene, ma mia madre intuisce anche quello che ometto, quello che evito.
“Stai scherzando con il fuoco“, ha concluso.
Qual’è il fuoco? Ne avrei diversi da raccontare, il solito angolo giro di rabbia e delusione, ma oggi sono stato male, assai male. Un momento prima scherzavo con Alessio, un dipendente di una impresa che accompagnavo per un servizio, un secondo dopo ero steso sul cofano di una Panda della Polizia penitenziaria. Il dolore ha cominciato dal braccio sinistro, è esploso nel petto. Ho provato a dissimulare, sperato che passasse. Non è passato. E’ passato dopo.
“In occasione dell’avvio del corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro – scrive Mattarella nel suo messaggio inviato alla ministra del Lavoro Elvira Calderone – desidero porgere un caloroso saluto a tutti i partecipanti”. Prima aveva riconosciuto che “Le morti sul lavoro feriscono il nostro animo. Feriscono le persone nel valore massimo dell’esistenza, il diritto alla vita. Feriscono le loro famiglie. Feriscono la società nella sua interezza. Lavorare non è morire”.
In carcere si muore.
Prima di sentirmi male avevo telefonato per far aprire la carraia, l’accesso orribile alla zona detentiva, ad una traduzione. L’Assistente Capo che guidava la scorta ha chiesto se anche ad Ariano Irpino ci fossero problemi di organico. Era il suo modo per ringraziarmi, sottolineare tautologicamente la comunione della sofferenza e della resistenza. Ho sorriso. In carcere si muore, ma in quale ufficio ministeriale non esistono problemi di organico? La maggior parte delle persone giudica la P.A. sulla scorta dei propri rapporti con il pubblico e la norma, la regola, è quella dei rapporti con gli enti locali. Gli enti locali, salvo rare eccezioni, non hanno problemi di organico per essere una delle facce del clientelismo della rappresentanza democratica. I Ministeri sono altra roba. Lo dico con l’orgoglio delle competenze e delle professionalità. E mentre mi inorgoglisco dei miei colleghi, penso che solo per recuperare l’inflazione degli ultimi due anni, il mio contratto dovrebbe essere aumentato di 342,15 euri e che il Governo ha stanziato somme per un incremento di 25 euri. Pare che in attesa di trovare i soldi, prorogheranno il taglio dell’1,5% delle ritenute fiscali: 30 euri mensili a fronte dei 50 euri mensili di aumento dell’affitto del collegio universitario di mio figlio. Per dirne una e tacere del gasolio a 2 euri e dei pomodori della PAM a 4 euri al Kg.
Quello che manca, l’Amministrazione lo ha usato per il corso di aggiornamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ne ho conservati gli screen shot che magari tra qualche anno torneranno utili per un racconto. Il corso lo hanno organizzato con le modalità post-moderne delle sliding doors, affidando ovviamente la formazione al miglior offerente per cui si, oggi sono esperto in materia di salute e sicurezza nelle scuole pur lavorando in un carcere. E so che il DVR non lo predispone il commercialista. Era una delle risposte multiple ad una domanda d’esame. Un’altra chiedeva di Tafazzi e della conchiglia e mi consigliava di “mettere una carta sotto tutte le altre e scordarla“.
And every day the paper boy brings more
Quello che manca costringe alla sanità pubblica. E la sanità pubblica ha tempi biblici. E assai spesso è assente o chiusa per prefestivo. E quando è presente, serve culo. Occorre fortuna per evitare di sentirsi dire che il dolore al fianco sinistro è causato da una steatosi epatica e dalle birre. Dopo averne bevute quattro, in uno stato di minima coscienza, ho prenotato un esame qualche mese fa. L’esame lo farò il 1 marzo 2024. E il primario mi dirà che se voglio una terapia dovrò andare a visita presso il suo studio.
Non sto scherzando con il fuoco ma’. E’ l’acqua che scarseggia. E la papera non galleggia.
Domani verrà Il Medico del Lavoro. E’ una donna, assai dolce. Mi ci voleva un po’ di dolcezza dopo il Medico del lavoro degli anni del coronavirus che aveva tre lauree, una in medicina, una in giurisprudenza e l’altra in teologia, e che faceva di ogni visita un punto di diritto ed una bestemmia. Meglio di quello di prima tuttavia. Quello di prima si era portato un oculista. L’oculista mi ha consigliato di fare una pausa ogni due ore di lavoro, “cinque minuti guardando l’orizzonte“, ha precisato. Io ho provato a spiegargli che guardare l’orizzonte in carcere sarebbe possibile solo dal camminamento e prima di una evasione, che insomma “caro dottore, quale orizzonte debbo guardare se qua, forse non lo sa, c’è un muro di cinta alto quanto un grattacielo, che da tanta parte. dell’ultimo orizzonte il guardo esclude?“. Forse per disperazione, forse per abitudine, mi ha scritto una prognosi su un foglio bianco intestato. “Si consiglia visita oculistica“, c’è scritto prima della firma ché le opere d’arte vanno pure firmate, certo.
In realtà, la Medicina del Lavoro sarebbe un aspetto della salute e della sicurezza del lavoro da raccontare a Mattarella e da rendere immune alle esigenze e alle ingerenze del datore di lavoro che la convenziona. Il rapporto è di tipo fiduciario e la fiducia ci mette poco a venir meno quando i carceri vengono sovraffollati di tossicodipendenti e poveracci e svuotati di guardie e di educatori.
“Come va?”, mi chiederà
“Che dire? In carcere si muore ma stanno tutti bene”
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